La delega fiscale taglia il traguardo. Con il tris di decreti approvati in via definitiva ieri dal consiglio dei ministri (l’omnibus integrativo e correttivo, l’ordinamento della giurisdizione tributaria e il federalismo fiscale) l’opera di semplificazione e riordino avviata con la legge n.111/2023 ha portato in dote 21 decreti legislativi e 8 Testi unici (sanzioni tributarie amministrative e penali, tributi erariali minori, giustizia tributaria, versamenti e riscossione, registro e altri tributi indiretti, Iva, imposte sui redditi e accertamento), questi ultimi destinati a entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, per un totale di oltre 440 provvedimenti legislativi sistematizzati. Per il viceministro Maurizio Leo padre della legge delega, si tratta di un “traguardo storico perché la nostra Nazione aspettava una riforma organica del fisco da oltre mezzo secolo. Con questo passaggio si chiude il percorso di attuazione della riforma avviata in questa legislatura”.
Con l’approvazione del dlgs integrativo e correttivo (con cui il governo ha fatto il “tagliando” su molti istituti della delega fiscale dalle imposte sui redditi all’Iva, dalle accise ai controlli, passando per l’adempimento collaborativo), cambia radicalmente il Concordato preventivo biennale nel tentativo di rendere più appetibile la versione 2026-2027 del nuovo patto col fisco per imprese e partite Iva, soprattutto per le 461 mila che avevano già aderito nel 2024-2025.












