Rideterminazione del patto con il Fisco in caso di integrazione della dichiarazione dei redditi per rimuovere errori o omissioni relativi a ricavi o compensi. Ravvedimento speciale (2020/2023) per chi conferma (rinnova) l’accordo per il biennio 2026/2027.
Queste alcune novità introdotte dallo schema di decreto legislativo correttivo (più noto come «Decreto Omnibus»), licenziato definitivamente martedì scorso dal consiglio dei ministri, che apportano modifiche sostanziali alla disciplina del concordato preventivo biennale (Cpb), di cui al dlgs 13/2024, ma a partire dal biennio 2026/2027, e introducono un regime di ravvedimento speciale, per tutti i periodi d’imposta compresi dal 2020 al 2023, limitatamente ai contribuenti che “rinnovano” l'adesione al concordato preventivo biennale (CPB).
Le novità per l'accesso e la validità del concordato
Lo schema di decreto interviene direttamente sul dlgs 13/2024 per chiarire la validità dell’accordo e, con l’inserimento del comma 2-bis all’articolo 10, viene stabilito in modo chiaro ed inequivocabile che l’adesione al concordato, in assenza dei requisiti necessari, è da considerarsi priva di effetti; lo stesso rigore viene applicato in presenza di cause di esclusione, in virtù del nuovo comma 1-bis dell’art. 11, rendendo l'adesione nulla fino dall'origine.








