Concordato a rate senza interessi. Alle imprese e partite Iva che rinnovano l’adesione al Concordato preventivo biennale 2026-2027 dovrà essere consentita la possibilità di ricorrere a pagamenti rateali per il versamento delle somme dovute a titolo di saldo e acconto senza il pagamenti di interessi. Più benefici premiali per chi rinnova, con l’innalzamento delle soglie di esonero dal visto di conformità e l’anticipo dei termini di decadenza per gli accertamenti. E ravvedimento speciale esteso al periodo d’imposta 2023.
Per le nuove adesioni al Cpb, dovrà essere più facile correggere errori od omissioni mediante dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso. Nei pareri sul decreto «omnibus» con cui il governo ha fatto il tagliando su molti istituti della delega fiscale (dalle imposte sui redditi all’Iva, dalle accise ai controlli, passando per l’adempimento collaborativo) le commissioni finanze di Camera e Senato hanno ribadito all’esecutivo richieste già note e finora ignorate negli ultimi provvedimenti fiscali a cominciare dal recente decreto carburanti ter.
I pareri firmati dai relatori Saverio Congedo (per Montecitorio) e Antonella Zedda (per Palazzo Madama) non entrano troppo nel merito delle modifiche normative auspicate da inserire nel decreto legislativo n.13/2024 sul Concordato preventivo biennale. Ma il riferimento all’emendamento presentato dalla stessa senatrice Zedda al dl carburanti ter (dl 63/2026) è evidente.






