Egregio direttore, sono come tanti rimasto sconvolto dalle immagini che nei giorni scorsi sono arrivate da Ceuta. Ho seguito le polemiche, gli attacchi del governo spagnolo a quello italiano. Ma ancora mi chiedo perché sia accaduto e come sia stato possibile che tutte quelle persone siano arrivate insieme a Ceuta senza che nessuno potesse prevederlo e senza che nessuno muovesse un dito per fermarle. È stato un caso? Non posso crederci e non ci crederò.

Renzo Furlan PadovaLa risposta del Gazzettino, Roberto Papetti Caro lettore, quanto accaduto a Ceuta nei giorni scorsi invece di scatenare scontri dentro la Ue, dovrebbe farci capire quanto è complessa ed esplosiva la situazione. Naturalmente non possiamo nasconderci che all'interno dell'Europa esistano sensibilità e linee politiche molto diverse su come gestire i flussi migratori. Non è una semplice divisione tra i fautori delle porte aperte e i fautori delle porte chiuse, tra buoni e cattivi e neppure tra destra e sinistra. Come si è visto in questi giorni le posizioni "aperturiste" del leader socialista spagnolo Sanchez sono molto lontane da quelle, assai più rigide, di governi socialdemocratici scandinavi come quello danese che è stato insieme all'Italia il promotore dell'incontro straordinario dei ministeri degli Interni europei dopo i fatti di Ceuta. Ma quanto accaduto al confine tra Spagna e Marocco dovrebbe essere uno sconvolgente campanello d'allarme per tutta l'Europa: in pochissimo tempo decine e decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto i confini di un Paese europeo. Cos'è successo? Le ipotesi e le interpretazioni sono diverse, ma due sembrano essere i fattori scatenanti prevalenti. Il primo è una sentenza della Corte costituzionale spagnola secondo cui l'espulsione immediata di un migrante non era più applicabile per chi arrivava dal mare. Una notizia che ha fatto rapidamente il giro dei social e che ha indotto le autorità marocchine a mettere in guardia gli spagnoli sui rischi che una sentenza del genere portava con sé.Allarmi che la Spagna non avrebbe preso troppo sul serio, sottovalutando, ed è il secondo elemento, l'attuale clima non proprio favorevole dei rapporti politici tra Madrid e Rabat, con il Marocco che non ha apprezzato per nulla i rapporti preferenziali instaurati da Madrid con la vicina, e rivale, Algeria. Naturalmente il Marocco ha respinto con fermezza le accuse e i sospetti di non aver fermato né frenato la massa di disperati partita alla volta di Ceuta, ma è difficile pensare che se il governo di Rabat abbia fatto davvero tutto ciò che era possibile per impedire l'assalto. Così com'è evidente che la Spagna sia apparsa impreparata di fronte all'ondata umana che si è riversata sui propri confini. Questo complesso intreccio di eventi, in cui fatti molti diversi hanno contribuito a creato la miscela esplosiva di Ceuta, ci dimostra come l'immigrazione sia diventato un elemento centrale delle politiche e degli equilibri internazionali. Una realtà che dovrebbe convincere i paesi europei e i loro leader a resistere alla tentazione di usare questo argomento per fini elettorali o per speculazioni politiche a fini interni. Ma, osservando le reazioni del governo spagnolo di questi giorni, temiamo che questa sia una speranza destinata a rimanere tale.