Le case automobilistiche europee guardano sempre più alla Cina oltre che come principale concorrente, anche come possibile alleato per salvare gli stabilimenti del Vecchio Continente.
Con le vendite ancora inferiori di circa tre milioni di vetture rispetto ai livelli pre-pandemia e gli impianti utilizzati per meno del 60% della capacità, costruttori come Stellantis, Ford, Nissan e Volkswagen stanno cercando accordi industriali con i marchi cinesi per riportare volumi produttivi nelle fabbriche europee.
Secondo AlixPartners, nel continente c’è capacità inutilizzata sufficiente per costruire circa 2,5 milioni di auto l’anno.
Stellantis deve ancora trovare una soluzione per Cassino Il caso simbolo della situazione, secondo il Financial Times, è lo stabilimento Stellantis di Cassino, in Italia.
Quello che per decenni è stato uno dei poli produttivi più importanti del gruppo oggi lavora a ritmi minimi: nel primo semestre del 2026 sono uscite dalle linee appena 6.700 vetture, rispetto a una capacità teorica di 300 mila unità l’anno.






