I dipendenti di Siae da tre anni protestano e chiedono certezze ai vertici dell’aziendaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn incontro in remoto per riprendere la discussione sulla crisi di Siae Microelettronica, arrivata ormai al terzo anno. È stato convocato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo la procedura di amministrazione straordinaria dell’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. "La situazione è ancora segnata da grande incertezza. Per questo, a settembre abbiamo intenzione di chiedere un incontro all’amministratore straordinario - annuncia Andrea Arosio, assessore al Lavoro -. Ci sono comunque già dei segnali di cambiamento". Il commissario ha infatti iniziato un’operazione di revisione e alleggerimento della struttura e dei costi fissi. Potrebbero così essere dismesse le sedi all’estero della società. Si stanno poi esaminando, anche con l’aiuto di consulenti esterni, i conti, la cassa e tutte le poste di bilancio di un gruppo che ormai è in sofferenza ormai da tempo, nonostante le commesse non siano mai mancate.
"Il numero di dipendenti, invece, sta già scendendo da solo - spiega Arosio -. Non abbiamo dati certi, non ci sono stati forniti: le comunicazioni ufficiali parlano ancora di 800 operatori totali, contando gli oltre 500 di Siae e gli altri delle società controllate, come SM Optics. Ma dalle nostre informazioni, diversi addetti sono usciti autonomamente e si sono ricollocati altrove. Del resto, come biasimarli". Da subito la battaglia di lavoratori, sindacati, Comune e Regione è stata quella di garantire la tenuta occupazionale.









