Per trentanove anni ha insegnato storia e filosofia, accompagnando generazioni di studenti tra domande e grandi pensatori. Poi è arrivata la pensione e, con il silenzio lasciato dall’ultima campanella, Giancarlo Iacchini si è ritrovato a fare i conti con un vuoto più profondo di quanto avesse immaginato.
La storia nasce circa un mese fa, alla conclusione dell’anno scolastico. Mentre al liceo Nolfi-Apolloni di Fano si svolgevano gli esami di maturità, lo storico docente aveva affidato a Facebook una riflessione sul suo primo anno lontano dalla scuola. Dopo una vita trascorsa sui banchi, prima da studente e poi da professore, per la prima volta non era entrato in aula né aveva incontrato i ragazzi.
"L’insegnamento era la mia vita e quindi la frattura è stata grande", aveva scritto. A mancargli non erano soltanto la scuola e la filosofia, ma soprattutto i rapporti umani, l’affetto, la stima e la simpatia degli studenti. Dopo decenni in una comunità fatta di volti, voci e relazioni, la pensione gli aveva consegnato una sensazione nuova e dolorosa: l’isolamento e la solitudine.
Ad accompagnare quelle parole c’era la fotografia della terza A del Liceo Linguistico Nolfi nell’anno scolastico 1987-88: la sua prima classe, seguita fino alla maturità. Un’immagine scelta per raccontare l’inizio della carriera e che, invece, ha messo in moto qualcosa di inatteso.






