"Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande”.
Sono le prime parole che Chiara Mocchi, la prof accoltellata ieri a Trescore Balneario, affida a una lettera dettata dal suo letto dell'ospedale.
"Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori". Si legge nella lettera: "Sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore”.
Il post manifesto sui social del ragazzo che ha accoltellato la prof Chiara Mocchi: “Scelta mirata”
di Carmine R. Guarino, Massimo Pisa










