È uscito il volume “Vino, Donna, Storie e passioni di novanta protagoniste del cambiamento”, scritto da Chiara Giorleo, critica, formatrice, capo panel Italia The World’s 50 Best Vineyards, sommelier, degustatrice ufficiale AIS, Premio “Ezio Marchi” (2022). Un’opera, edita da Luciano Pignataro, che per cinque anni ha impegnato l’autrice in ricerche e interviste, a donne che in questi anni sono state determinanti per il mondo del vino.

Il libro si compone con le storie di imprenditrici, sommelier, giornaliste, comunicatrici, produttrici, decisamente votate al nettare di Bacco, come Vania Valentini, una professionista del vino, nata a Correggio, con un percorso professionale che parla da solo: Master Sommelier Alma, degustatrice Ufficiale Ais, docente e formatrice, Officier de l’Ordre des Coteaux du Champagne, ma soprattutto Vice-Curatrice, per la Guida Grandi Champagne.

Che cosa significa essere parte di questo progetto? "È un onore essere al fianco di donne che hanno offerto un contributo così importante al mondo del vino, ciascuna capace di lasciare il segno".

Quali prospettive vedi per il mondo del vino? "Il momento è complesso, tra consumi in calo, dazi, magazzini pieni e un clima generale di incertezza, eppure, il vino è sempre protagonista, ma stanno cambiando il modo, le occasioni e le ragioni per cui lo si beve. Occorre puntare con maggiore decisione sulla qualità, sull’identità e sull’originalità, come si sta facendo con le bollicine, la nostra forza risiede nell’incredibile varietà di vitigni autoctoni, paesaggi, climi e suoli, difficilmente replicabili. Oggi possiamo aprire un grande Lambrusco, o una bollicina dell’Etna, trovando autenticità, raffinatezza e piacevolezza, non più inaccessibili".