Dagli scavi, costati 140mila euro, dell’antica città di Kainua emergono due statuette e un rarissimo piatto Due statuette femminili in bronzo e un rarissimo piatto bronzeo, che conservano ancora l’originario colore lucente del metallo. Kainua, l’antica città etrusca che sorgeva nell’area di Marzabotto, continua a restituire importanti reperti archeologici. Le ultime scoperte sono emerse durante la 39esima campagna di scavo condotta dall’Università di Bologna. Le indagini, finanziate dalla direzione generale Musei e dirette da Elisabetta Govi dell’Alma Mater, hanno portato alla luce un pozzo rituale dalle caratteristiche uniche, situato nell’area sacra dell’antico insediamento dedicata alla dea Uni. Il riempimento del pozzo, scavato con la collaborazione sul campo del Gruppo Ravennate Archeologico, ha rivelato sul fondo le due statuette femminili e il piatto bronzeo. Si tratta di offerte votive deposte durante un solenne rito di fondazione del pozzo, inquadrabile cronologicamente tra la fine del VI e i primi decenni del V secolo avanti Cristo, in concomitanza con la nascita stessa della città di Kainua. Riferibili, invece, a un atto rituale di chiusura del pozzo sono due scheletri umani di adulti rinvenuti nello scavo che segnarono la fine dell’utilizzo della struttura. La scoperta dimostra che il pozzo non assolveva solo a una mera funzione di approvvigionamento idrico, ma rivestiva una profonda e complessa valenza sacra e rituale legata alla fondazione stessa della città e al culto dell’acqua. Nell’area sacra urbana a Kainua sono stati rinvenuti due imponenti templi monumentali che le iscrizioni etrusche attribuiscono alla coppia divina suprema del pantheon: Tinia (corrispondente a Zeus/Giove greco-romano) e la sua consorte Uni (Hera/Giunone). Nell’area dedicata a Uni è documentato inoltre il culto di Vei (Demetra/Cerere), protettrice della fertilità agraria e umana. Lo scavo, che l’Università di Bologna conduce nel Parco archeologico di Kainua dal 1988, si basa su un modello di cooperazione virtuoso incentrato sul sostegno reciproco tra istituzioni, realizzato attraverso un finanziamento di 140mila euro da parte della direzione generale Musei del ministero della Cultura, sostenuto dal DiVA (Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale). Il Mnema, il Museo nazionale etrusco di Marzabotto è già pronto ad accogliere i nuovi reperti appena rinvenuti negli scavi a Kainua, non appena gli approfondimenti scientifici lo consentiranno.
Scoperto il pozzo delle meraviglie. Un tesoro in bronzo degli Etruschi
Dagli scavi, costati 140mila euro, dell’antica città di Kainua emergono due statuette e un rarissimo piatto











