Foto di GIANLUIGI BASILIETTI

Due teste di ariete, una di leone e altari monumentali emersi dalla terra sacra degli etruschi, sono i reperti straordinari ritrovati nelle recenti campagne di scavo al Campo della Fiera, alle pendici della rupe di Orvieto, dove da 26 anni lavora l'equipe guidata dall'archeologa Simonetta Stopponi.

L'ANSA ha potuto visitare il sito e in anteprima i depositi che custodiscono i tesori del Santuario federale degli etruschi, riconosciuto ormai dalla comunità scientifica internazionale come il celebre Fanum Voltumnae, il luogo dove si riunivano annualmente i rappresentanti delle dodici città-stato etrusche.

"Siamo nel santuario federale degli etruschi - ha spiegato la professoressa Stopponi -: i primi segni di culto risalgono alla prima metà del VI secolo avanti Cristo, ma è nella seconda metà, con la pianificazione urbanistica voluta da Porsenna re di Chiusi e Orvieto, che il sito raggiunge la sua piena fioritura".

Qui, ai margini della città, in posizione pianeggiante e strategica, sorgevano templi, altari e strutture monumentali oggi parzialmente riportate alla luce. Ma è negli ultimi anni che sono stati rinvenuti alcuni dei reperti più significativi.