HomeFirenzeCronacaStudio e lavoro fuori dal carcere: "Così riprendo in mano la mia vita"Il giovane, di origini marocchine, da aprile lavora al McDonald’s e frequenta la facoltà di Economia. La sera per ora torna in cella. "Sto cercando casa insieme ai colleghi, verrei affidato ai servizi sociali".Il giovane, di origini marocchine, da aprile lavora al McDonald’s e frequenta la facoltà di Economia. La sera per ora torna in cella. "Sto cercando casa insieme ai colleghi, verrei affidato ai servizi sociali".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTutti hanno diritto a una seconda possibilità e Ahmed (nome di fantasia), la sua la sta cogliendo in pieno grazie alla possibilità di lavorare. È un giovane marocchino detenuto all’Istituto Gozzini di Firenze dopo un periodo trascorso al carcere pratese della Dogaia e la sua è una bella storia di reinserimento. Grazie all’associazione no profit "Seconda chance", Ahmed dall’aprile scorso lavora nel McDonald’s in zona Osmannoro, a Sesto Fiorentino. Al mattino esce in regime di semilibertà dal carcere in cui deve rientrare per dormire, alle 22,30, ma le prospettive di una piena libertà si avvicinano: "Ho sostenuto il colloquio in carcere a marzo – racconta lui stesso – e ad aprile sono stato assunto e per me è una grande opportunità. All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà a relazionarmi perché non ero abituato a confrontarmi con le persone ma tutti mi hanno accolto bene e mi hanno aiutato a stare più tranquillo. Non sapevo chiedere aiuto ma poi ho imparato. Ora con alcuni colleghi stiamo cercando una casa per poter vivere insieme: questo, insieme al lavoro, mi consentirebbe di poter attivare la misura dell’affidamento ai servizi sociali senza dovere rientrare a dormire in carcere. Sarebbe un nuovo inizio, ma già ora il lavoro è importante".