"Mi sono ritrovato senza più nulla. In mezzo alla strada, sfrattato perché non riuscivo più a pagare l’affitto dopo essere rimasto senza lavoro e aver perso i genitori". La vita è cambiata in un lampo per Flavio Ceriani, sessantaquattrenne, ex architetto. Ma non si è demoralizzato: per due anni e mezzo è stato tra gli ospiti del centro d’accoglienza per senzatetto “Elio Fiorucci“ gestito dai City Angels in via Pollini, "e ora la ruota ha ricominciato a girare: ho una casa popolare", da pochi mesi, nel quartiere di San Siro. Nato a Padova, si è trasferito con la famiglia a Milano quando era un bambino e viveva nella zona di Buonarroti. Una vita come tante. La scuola, la laurea in architettura, poi il lavoro come libero professionista, gli affetti. "Ho lavorato con partita Iva fino al 2012. Le cose non andavano bene. Ma la situazione è precipitata quando ho perso i genitori e non sono più riuscito a pagare l’affitto". Quindi lo sfratto. Poi la richiesta d’aiuto al Centro Sammartini del Comune, la porta di accesso ai servizi socio sanitari milanesi rivolto a persone adulte in situazione di grave marginalità sociale, e l’ingresso alla Casa accoglienza “Elio Fiorucci“. "Mi sono trovato molto bene. Ho conosciuto persone di diversi Paesi del mondo, mi sentivo in una nuova famiglia". Nel frattempo ha partecipato al bando per avere una casa popolare. "E l’ho avuta. Finalmente ho di nuovo un tetto. Ma non dimentico chi mi ha accolto". Così continua a partecipare alle attività di via Pollini. "Vivo con l’assegno d’inclusione che mi consente di pagare l’affitto, le bollette, il cibo... Per i vestiti mi arrangio: mi vengono donati. Non voglio approfittare dei servizi delle associazioni: preferisco aiutino chi sta peggio di me. Io sono fortunato, vorrei che lo fossero anche gli altri".
Da un giorno all’altro lasciato solo in strada. Ora ho la casa popolare, ma non dimentico
"Mi sono ritrovato senza più nulla. In mezzo alla strada, sfrattato perché non riuscivo più a pagare l’affitto dopo essere...








