Nel quinto reparto del carcere milanese di Bollate, le celle di giorno sono aperte e Mario Ruggero gira nell'area assieme agli altri detenuti. Il gioielliere - condannato a oltre quattordici anni per l'omicidio di due suoi rapinatori e il ferimento di un terzo - si è costituito da poche ore ma ha avuto già una prima visita.

"Sta bene ed è sereno, ci tiene a farlo sapere ai familiari. Quando ci siamo abbracciati, all'inizio e alla fine, l'abbraccio è stato lungo", spiega il vicepremier Matteo Salvini all'esterno della struttura, dopo aver incontrato l'ormai ex negoziante, la cui vicenda giudiziaria è sotto i riflettori da giorni. Secondo quanto riferito da fonti interne del carcere, poco dopo essere entrato nell'istituto Roggero si sarebbe lasciato andare in un pianto, forse un gesto liberatorio dopo tanta tensione.

A Bollate scontano la pena altri detenuti illustri: da Alberto Genovese, l'imprenditore della 'Terrazza sentimento' a Massimo Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio.

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"Ovviamente è stata la prima notte per un uomo che per 72 anni ha lavorato, un marito, un padre, un nonno di otto nipoti. Non è semplicissima, però abbiamo parlato per più di un'ora di tutto: di quello che è successo e di quello che speriamo succeda da qui ai prossimi mesi", spiega anche ancora il vicepremier. Con lui ha discusso di libri, di cucina, dello studio dell'inglese, che lui ora ha annunciato di voler intraprendere, e del fatto che anche in un luogo come questo "chiunque può rimettersi in gioco".