Il Comune sta cercando di limitare gli aumenti sulla tassa rifiuti 2026, che comunque ci saranno. L’assessore al bilancio Ambra Torresi (foto) spiega che per le utenze domestiche gli aumenti Tari incideranno del 6-7%, anziché del 12%. "E’ in corso uno studio per valutare il minore impatto sulle imprese, attraverso un confronto con le aziende", fa sapere, ricordando che questo è possibile anche grazie alla gestione in proprio del servizio bollettazione Tari, introdotto da gennaio 2026. Torresi e il sindaco Luca Benesperi spiegano le ragioni dell’aumento della Tari, che non dipendono dal Comune: "L’ennesimo rincaro è la certificazione di un sistema e di una gestione dei rifiuti fallimentare, sintomo di una mancanza di programmazione e carenza di impianti. Questo non può che ripercuotersi in continui disservizi e aumenti tariffari". Sul voto favorevole del Comune di Agliana al Piano economico finanziario (Pef) di Ato, chiariscono: "Non certo perché si approva l’aumento della tariffa, ma riconoscendo l’attività istruttoria dell’ente che da una parte ha portato a non riconoscere circa 22 milioni di euro di costi ritenuti non adeguatamente documentati, riducendo così il loro impatto sulle tariffe e dall’altra ha distribuito l’incremento tariffario nell’arco dei prossimi quattro anni per non scaricare immediatamente su famiglie e imprese l’intero aumento. Quello che deve cambiare è il modello gestionale di Plures Alia – sostengono Benesperi e Torresi –, verso il quale ci siamo battuti prima all’opposizione votando contro la nascita di Alia poi in maggioranza opponendoci alla Multiutility". Ricordano che la protesta di pochi sindaci cosiddetti ribelli, fra i quali anche il sindaco di Agliana: "Si è dimostrata giusta alla prova dei fatti di fronte a una società in cui aumentano i costi e diminuisce la qualità e la quantità dei servizi. La leva tariffaria non può continuare a essere la risposta a ogni incremento dei costi: servono efficienza gestionale, investimenti mirati, programmazione di impianti e un servizio all’altezza. Nel corso dell’ultima assemblea, con altri tredici Comuni, non ci siamo limitati alla mera contestazione, ma abbiamo presentato un documento facendo una proposta concreta, purtroppo non accolta soprattutto dai Comuni più grandi per ovvie ragioni di bilancio. Abbiamo chiesto di non distribuire i 34 milioni di utili, ma destinarli al miglioramento del servizio e all’abbattimento delle tariffe. Siamo consapevoli anche dell’importanza dei dividendi per gli azionisti, ma se vogliamo davvero cambiare rotta dobbiamo fare scelte coraggiose a vantaggio dei cittadini. Occorre visione e programmazione in una Regione – concludono sindaco e assessore – che per ora sul tema ambientale ha sempre navigato a vista".
"Tari, limitare gli aumenti. Il rincaro certifica un sistema fallimentare"
Il Comune sta cercando di limitare gli aumenti sulla tassa rifiuti 2026, che comunque ci saranno. L’assessore al bilancio...









