PADOVA - Milleduecento interventi l'anno su pazienti provenienti da tutta Italia. Professionalità e innovazione tecnologica caratterizzano il reparto dove è diventata di routine la awake surgery, che nella fattispecie significa asportazione di lesioni cerebrali in aree critiche svegliando il paziente in sala operatoria per mantenerlo collaborante durante le fasi più delicate dell'operazione, in modo da avere la certezza di non provocare lesioni su aree fondamentali del cervello, come quelle preposte al linguaggio, alla deambulazione, o alla visione. L'Uoc Neurochirurgia dell'adulto dell'Azienda Ospedale Università diretta dal professor Franco Chioffi, infatti, è un riferimento di livello non solo nazionale e copre ogni settore di questa specialità: chirurgia spinale, cranica (in particolare i tumori cerebrali come i meningiomi della base cranica e neurinomi dell'acustico), ipofisaria, e vascolare, relativa appunto agli aneurismi emorragici o incidentali. In aggiunta c'è la parte traumatologica con le urgenze e quella riguardante la rimozione degli adenomi ipofisari per via transnasale.
I dettagli «Abbiamo 2 sale operatorie che funzionano quotidianamente - spiega il direttore - ed effettuiamo una mole imponente di interventi, ma potrebbero esser di più se avessimo gli spazi, dato che la lista di attesa per la chirurgia di elezione è lunga. Ogni giorno in una sala facciamo una craniotomia per asportare un tumore e poi quelle per le malattie vascolari, mentre nell'altra ci occupiamo delle patologie vertebro-midollari». Chioffi spiega che di recente c'è stato un investimento importante con l'acquisizione di tecnologie, tra cui microscopi operatori e strumenti che ci consentono la visione tridimensionale. «E possiamo avvalerci pure di un sistema di ecografia intraoperatoria precisa il direttore che ci permette di controllare in tempo reale l'asportazione della lesione, interfacciato con una sorta di videonavigazione che ci dà costantemente la posizione esatta del punto dove stiamo intervenendo».L'eccellenza Ci sono poi le operazioni con i pazienti svegli e Chioffi è stato il primo in Italia ad applicare tale tecnica avveniristica alla chirurgia degli aneurismi cerebrali non rotti, garantendo ai pazienti il massimo livello di sicurezza. «È una procedura - evidenzia - che mettiamo in atto quando dobbiamo asportare un tumore che nasce nel cervello, in aree critiche, cioè connesse a funzioni delicate come quelle del linguaggio e della visione o delle motilità. E dato che in presenza di un cancro l'indicazione è di spingerci il più in là possibile nella radicalità, il rispetto dell'integrità neurologica del malato ci viene garantita dalla awake surgery. In sostanza quest'ultimo viene addormentato dagli anestesisti e poi risvegliato quando noi arriviamo al clou dell'intervento e dobbiamo capire fino a che punto possiamo spingerci: il paziente è in completa analgesia per cui non sente nessun dolore, però è in grado di compiere delle azioni, come descrivere oggetti o fare dei movimenti, in modo che noi possiamo valutare esattamente la situazione. Poi viene sedato di nuovo e una volta concluso l'intervento non ricorda nulla». I soggetti vengono selezionati con l'aiuto degli psicologi che effettuano una valutazione prima per stabilire chi è in grado di sostenere una situazione di questo genere. «Facciamo molti interventi con tale modalità continua Chioffi praticamente su un quinto dei malati affetti da tale patologia».Il sogno Chioffi ha un sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe avere un posto esclusivamente dedicato alla terapia intensiva post operatoria, in modo da evitare sgradevoli rinvii delle operazioni che sono già state programmate e che a volte siamo costretti a spostare».









