Negli ultimi anni la neurochirurgia sta vivendo una trasformazione profonda grazie a tecnologie sempre più precise e meno invasive, capaci di migliorare non solo l’efficacia degli interventi ma anche la sicurezza per i pazienti. In particolare, la possibilità di interagire in modo più accurato con l’attività elettrica del cervello sta aprendo nuove prospettive sia nella diagnosi sia nel trattamento di patologie complesse come epilessia e tumori.
Tra le innovazioni più promettenti emergono gli elettrodi flessibili, dispositivi di nuova generazione progettati per adattarsi alla superficie cerebrale superando i limiti delle soluzioni tradizionali rigide.
È in questo contesto che si inserisce l’azienda italiana Wise, che ha sviluppato una tecnologia proprietaria basata sull’elettronica elastica. Una soluzione nata quasi per caso in laboratorio e oggi trasformata in un dispositivo medico avanzato per l’uso intraoperatorio.
“Durante un esperimento stavamo studiando il comportamento di particelle metalliche sparate su una base di vetro”, racconta Luca Ravagnan, ceo e co-founder dell’azienda. “Quando abbiamo sostituito il vetro con un materiale plastico, ci siamo accorti che le particelle non restavano in superficie, ma si impiantavano come microscopici proiettili”.






