«La logistica va considerata non più come un servizio ma come un asset industriale a tutti gli effetti del Paese e dunque anche, o forse soprattutto, del Sud. E l’intervento del ministro dell’Interno Piantedosi a proposito dell’inatteso stop alla piattaforma logistica della Valle Ufita, in Irpinia, lo dimostra». Pierluigi Petrone, presidente nazionale di Liphe, l’Associazione che rappresenta le imprese operanti nella Logistica Integrata Pharma & Healtcare, non ha perso fiducia nel progetto da lui lanciato due anni fa, quand’era vicepresidente dell’Unione Industriali Napoli con delega all’internazionalizzazione: realizzare in Campania un hub euromediterraneo per lo stoccaggio e la distribuzione dei farmaci, coinvolgendo anche i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Anzi. Ne ha parlato con Antonio Gozzi, special advisor per l’Autonomia strategica europea, il Piano Mattei e la Competitività di Confindustria.
E con Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti e Logistica, che proprio ieri ha rilanciato l’esigenza di fare del Mezzogiorno «non solo una piattaforma di transito delle merci ma un luogo in cui le merci generano trasformazione industriale, valore aggiunto e occupazione qualificata». E da entrambi, rivela Petrone, ha ricevuto un forte sostegno al progetto dell’hub farmaceutico, «a conferma del fatto che la più rappresentativa associazione imprenditoriale italiana ha colto l’importanza del progetto e intende approfondirlo». La logistica Anche perché, insiste l’imprenditore napoletano, «oggi l'Italia in uno scenario geopolitico sempre più complicato, può davvero rappresentare ed esprimere la Sua centralità anche come Hub Logistico in generale. Ed il Mezzogiorno ancora di più se si considerano l’Alta Velocità/Capacità ferroviaria finalmente in arrivo, la presenza in Campania di Interporti di primo livello come Nola e Maddaloni-Marcianise, gli aeroporti di Napoli e Salerno ai quali potrebbe aggiungersi anche Grazzanise, gli scali portuali sempre più competitivi tra Napoli e Salerno senza dimenticare Castellammare di Stabia. Qui c’è il mix perfetto per essere vincenti», dice Petrone. Che peraltro guarda al supporto di Liphe come garanzia assoluta anche per lo sviluppo della Logistica Regionale Ospedaliera di prossimità, diventata altrettanto prioritaria dopo i furti di medicinali all’interno degli ospedali (vedi il caso Fentanyl a Roma). I numeri «C’è sempre più l’urgenza di liberare gli ospedali da responsabilità che non possono gestire, vedi la custodia dei farmaci e in particolare di quelli utilizzati per le dipendenze; e le aziende produttrici da spazi oggi occupati dallo stoccaggio dei medicinali che andrebbero invece destinati sempre di più al potenziamento delle produzioni esistenti e alla sperimentazione di nuove. Se pensiamo che India e Cina dominano con oltre il 90% il mercato mondiale dei princìpi attivi si ha un’idea chiara della situazione di squilibrio dell’industria farmaceutica», insiste Petrone. I numeri peraltro indicano che in termini di valore assoluto della produzione l’Italia continua a crescere: dai 39,6 miliardi del 2023, con il 90% di export, è passata ai 56 miliardi del 2024 e ai circa 73 miliardi dello scorso anno con oltre il 94% di export. Che il settore goda ottima salute, insomma, non ci sono dubbi. Il progetto Il progetto dell’hub di logistica per i farmaci sembra funzionale a questa prospettiva. In Italia ci ha già provato la Toscana ma a quanto pare la scelta di Livorno come base logistica non si è rivelata fortunata («L’area indicata ha avuto problemi di affidabilità strutturale e Livorno non è comunque al centro di tutti i servizi necessari per una logistica pienamente competitiva», spiega Petrone). Le cose stanno andando meglio in Sardegna che ha puntato sulla gestione integrata della logistica a livello regionale mentre in Emilia-Romagna e in Piemonte sono stati implementati i magazzini centralizzati di area vasta e una logistica sanitaria organizzata ed integrata almeno per aree.«Al Sud, in particolare in Puglia e Abruzzo, si ragiona in termini di outsourcing, con progetti di partenariato pubblico e privato per la gestione del magazzino farmaceutico - dice Petrone -. Il progetto dell’hub euromediterraneo punta ad una dimensione internazionale sfruttando i vantaggi logistici e territoriali del Mezzogiorno e il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo. Condizioni, sottolineo, che si sono ormai consolidate con il nuovo asse di sviluppo Sud-Nord di questa parte del mondo e che possono diventare strategiche per l’assistenza farmaceutica anche nei Paesi africani. Napoli ha le carte in regola per svolgere questo ruolo e sarebbe utile che la Città Metropolitana, la Regione e il Governo, che pure sono perfettamente a conoscenza del progetto, lo approfondissero in ogni suo aspetto. Liphe è prontissima a collaborare».







