Il trasporto non è un costo da comprimere, ma un’infrastruttura economica essenziale, un asset strategico al pari delle reti energetiche, delle telecomunicazioni e delle grandi opere di collegamento. È da Sorrento che arriva il messaggio dell’assemblea generale di Anita, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica. Il presidente Riccardo Morelli ha richiamato il peso reale di un settore che vale il 3,1% del Pil italiano, pari a 54 miliardi, di cui 47 miliardi concentrati nel trasporto terrestre. Ma la logistica attraversa tutte le filiere industriali: dall’agroalimentare alle costruzioni, dai metalli al riciclo, fino all’export manifatturiero. Nella nuova geografia dello sviluppo il Sud assume un ruolo decisivo. «La logistica è un settore chiave e il Mezzogiorno riveste il ruolo di hub strategico – sottolinea il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Tullio Ferrante - rafforzare infrastrutture, porti, reti intermodali e collegamenti al Sud significa valorizzare la nostra centralità nel Mediterraneo, consolidare il ruolo dell’Italia nei grandi flussi commerciali e sostenere la crescita del nostro export».

È in questo quadro che si inserisce la richiesta del settore di accedere agli incentivi oggi pensati per accompagnare lo sviluppo industriale e la transizione tecnologica. Anita chiede che l’autotrasporto e la logistica non restino esclusi dagli strumenti legati alla Zes Unica del Mezzogiorno, alle Zone logistiche semplificate, a Industria 4.0, a Transizione 5.0 e all’iperammortamento. Per Morelli si tratta di una questione di coerenza. Se il trasporto merci è la condizione che consente alle merci di arrivare ai porti, agli interporti, ai retroporti, alle fabbriche e ai mercati internazionali, allora deve poter beneficiare degli stessi strumenti messi in campo per rafforzare la competitività del sistema produttivo. Da qui le priorità indicate dall'associazione: valorizzare il trasporto merci come leva di competitività del sistema produttivo, rafforzare gli investimenti sulla rete e sui corridoi logistici, potenziare le connessioni intermodali, governare la transizione energetica e digitale con neutralità tecnologica, investire su formazione e ricambio generazionale, promuovere legalità, sicurezza e corretta concorrenza. Cristian Camisa: «Se il Sud corre, corre tutta l’Italia. Imprese pronte a fare la loro parte»Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha inviato un messaggio. «Abbiamo cercato con il governo di approntare delle misure di emergenza e nelle prossime settimane verrà pubblicato il decreto ministeriale, per riuscire ad avere gli indennizzi dovuti». Ma l’obiettivo, ha aggiunto, non può limitarsi alla gestione dell’emergenza: «È chiaro che abbiamo bisogno di stabilizzare la situazione, di investire». Molti gli interventi messi in campo dal governo: il rafforzamento degli strumenti di compensazione per i maggiori costi del carburante, con risorse per il credito d’imposta fino a circa 300 milioni di euro, l’accelerazione dei rimborsi delle accise da 60 a 30 giorni e la possibilità di rateizzare gli adempimenti tributari. A questi si aggiungono 530 milioni destinati alla digitalizzazione della catena logistica, 174 milioni tra il 2023 e il 2026 per Ferrobonus e Marebonus e oltre 100 milioni per il Bonus patenti, con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale in un settore che soffre una crescente carenza di conducenti.