<p>Il trasporto merci «non rappresenta un costo» per le filiere produttive, ma l'infrastruttura che rende possibile il funzionamento dell'economia italiana. </p><p>È il messaggio emerso durante l'assemblea generale «l'Italia che muove», organizzata a Sorrento da Anita, l'associazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica. </p><p>Nella sua relazione, il presidente Anita, Riccardo Morelli, ha sottolineato come «il trasporto merci debba essere considerato asset strategico per il Paese, al pari delle reti energetiche, delle telecomunicazioni e delle grandi opere di collegamento». </p><p>Durante l'incontro il Centro Studi di Confindustria ha scattato la fotografia di un comparto in crescita e cruciale per favorire lo sviluppo dell'economica italiana. </p><p>Da una parte, la domanda di trasporto domestico è sostenuta dai consumi delle famiglie, che vedono nell'estensione della mobilità delle merci finite su tutto il territorio nazionale una maggiore possibilità di accedere ai beni; dall'altra, i risultati italiani nelle esportazioni incoraggiano l'incremento dei trasporti internazionali superiore al +1% annuo nel triennio 2025-2027. </p><p>Oggi il trasporto vale 54 miliardi di euro.