È stata pensata per diventare strategica per le aree interne della Campania, sfruttando l’innegabile traino della connessa linea ad Alta Velocità e Capacità ferroviaria Napoli-Bari, e candidandosi dunque a nuovo motore di crescita e attrattività del territorio oltre che di supporto ai progetti delle imprese, locali e non. Un obiettivo di forte impatto quello della Piattaforma Logistica di Valle Ufita, prevista nel territorio di Ariano Irpino, ma sulla quale sembrano improvvisamente spuntare dubbi e incertezze sulla sua concreta e auspicata realizzazione. Che sta succedendo? È davvero a rischio il futuro dell’opera, come sta emergendo in questi giorni dal territorio irpino, con polemiche dirette soprattutto verso la Regione Campania, titolare delle risorse necessarie sulle quali però non sembrano esserci più certezze?
LA POLEMICA«Quello che sta accadendo intorno alla Piattaforma Logistica di Valle Ufita è, senza mezzi termini, uno schiaffo al territorio dell’Irpinia e ad anni di lavoro serio», dice il ministro irpino dell’Interno Matteo Piantedosi, puntualmente sensibile ai temi e ai problemi del territorio di origine. E aggiunge: «Non è privo di gravità, poi, che alcuni esponenti politici regionali abbiano provato ad addossare a Rfi la responsabilità del fallimento del progetto. Rfi ha fatto la sua parte, e l’ha fatta bene: da settembre 2024 - ricorda Piantedosi - ha aggiornato il progetto, chiuso le attività di analisi e fattibilità, portato il progetto stesso al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e aperto la Conferenza di Servizi, tuttora in corso. Rfi ha risposto puntualmente a ogni richiesta della Regione sul fronte degli aiuti di Stato, trasmettendo la documentazione nei tempi dovuti». Già, ma allora perché il futuro della Piattaforma Logistica di Valle Ufita sembra tornato in discussione se non addirittura collocato su un binario morto? Il ministro dell’Interno non ha dubbi: «Cos’ha fatto la Regione Campania? A settembre 2025, a ridosso delle elezioni regionali, con una delibera di Giunta decide che l’opera “non riveste carattere prioritario” nell’ambito del Fesr 2021-2027 e ne cancella il finanziamento. Peccato che nemmeno il soggetto attuatore, nonché commissario dell’opera, Rfi, ne sapesse nulla: la comunicazione è arrivata infatti solo il 28 luglio scorso, ed è emersa anche grazie all’impegno di un cronista di lungo corso, Franco Genzale, da sempre attento ai temi del territorio. Dieci mesi di silenzio su una decisione che cambia le carte in tavola su un investimento da 130 milioni di euro, strategico per l’area ma anche per l’infrastruttura ferroviaria Napoli-Bari, che nel frattempo si sta completando». I FINANZIAMENTIE le risorse destinate alla Piattaforma che fine hanno fatto? Anche su questo punto la risposta di Piantedosi è senza incertezze: «Mi permetto di ricordare - osserva il ministro - che la Regione Campania ha più volte dichiarato di aver stanziato soldi propri per l’opera in questione. Non mi risulta, però, che le Regioni battano moneta. I fondi Fesr con cui il progetto era stato finanziato sono fondi che l’Europa dà agli Stati, e questi alle Regioni, vincolati proprio alla realizzazione di opere infrastrutturali. Il progetto della piattaforma logistica, infatti, rientrava nell’Accordo di Coesione stipulato tra Regione e Stato». In effetti all’inizio si era ipotizzato che la Piattaforma potesse rientrare tra le opere finanziate con il Pnrr salvo poi a considerare assai improbabile il suo completamento nei tempi fissati dall’Unione Europea. Il ricorso alle risorse europee della Coesione era apparsa la strada più utile e in fondo anche obbligata per garantire l’iter progettuale e l’avvio degli appalti e dei cantieri, al momento non programmati. «Sarebbe davvero interessante capire dove la precedente amministrazione regionale, guidata da Vincenzo Luca, avesse deciso di dirottare queste risorse, anche per permettere ai cittadini di fare un confronto tra le priorità individuate da quell’amministrazione», insiste il ministro. Che non ha alcun dubbio sulla esigenza di fare chiarezza, al di là delle rassicurazioni arrivate dall’assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo e dal segretario regionale del Pd Piero De Luca, entrambi schierati sul versante della realizzazione. «Un’opera di questa portata - dice Piantedosi - non può restare ostaggio di rimpalli burocratici e cambi di priorità decisi a tavolino e comunicati con mesi di ritardo. Credo sia l’ennesima prova di scarsa visione politica da parte della Regione Campania, se non vogliamo pensare a un vero e proprio sabotaggio ai danni della provincia di Avellino. Prendo atto che il presidente Fico, persona seria e che stimo, ha garantito che il progetto verrà sostenuto. Sappia che troverà sempre il supporto vigile e la collaborazione del governo e del ministro dell’Interno irpino».








