PADOVA - Nel giorno in cui vengono completate le opere civili, l'armamento ferroviario e l'attrezzaggio tecnologico del primo lotto della linea dell’alta velocità Verona-Padova, Comune e Camera di commercio scrivono a Salvini chiedendo di fare chiarezza sull’alta velocità a Padova e sulla nuova stazione. Quello dell’alta velocità e, in modo particolare, il progetto dell’ampliamento della stazione sono il vero cruccio di Sergio Giordani. «A fronte del risultato straordinario che abbiamo ottenuto con il fondi del Pnrr, non posso negare che mi dispiace che sia fermo da troppi anni il progetto legato all’alta velocità, alla nuova stazione e al nuovo Borgomagno – ha ammesso all’inizio di luglio il primo cittadino –. Purtroppo su questo Ferrovie dello Stato è un muro di gomma. L’alta velocità è ferma a Vicenza, ho ricevuto tanti rendering e poi nulla, sono andato anche a Roma da Salvini ma non è successo nulla. Solo la riqualificazione della stazione permetterebbe un ricucitura tra il centro e l’Arcella ad oggi, però, è tutto bloccato».
La lettera A quanto pare, però, il sindaco non si è perso d’animo. Lo scorso 21 luglio infatti Giordani, assieme al presidente della Camera di commercio Antonio Santocono, ha scritto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e all'amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Gianpiero Strisciuglio una lettera accoratissima in cui si chiede, in buona sostanza, che venga confermata la volontà di far arrivare l’alta velocità fino a Padova e di portare avanti il progetto della nuova stazione. In caso affermativo, si chiede di non perdere altro tempo. Va ricordato che, per quel che riguarda la nuova stazione, il masterplan dell'intervento, realizzato dall’archistar Stefano Boeri, è stato presentato ormai 5 anni fa (era l’ottobre del 2021). Da allora si sono fatti pochissimi passi in avanti. Ieri la linea con Verona, per cui sono ora in corso le prove, le verifiche e i collaudi propedeutici all'attivazione della tratta, prevista nel 2027. Per conoscenza la missiva è stata inviata anche al governatore Alberto Stefani e all’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana Aldo Isi.Le richieste Nello specifico sono quattro le richieste rivolte a Salvini da Giordani e Santocono. La prima è che sia confermato il completamento della tratta Alta velocità-Alta capacità Vicenza-Padova quale priorità strategica nazionale, assicurando un cronoprogramma certo e un adeguato sostegno finanziario alle opere previste. La seconda richiesta è che venga anticipata la progettazione definitiva ed esecutiva della nuova stazione, evitando soluzioni temporanee o differimenti che rischierebbero di compromettere l'efficacia complessiva dell'investimento. La terza è che sia programmata contestualmente la realizzazione della nuova stazione di Padova, riconoscendone il ruolo essenziale nel funzionamento del nodo ferroviario veneto e dell'intero Corridoio europeo, sia per il trasporto delle persone che delle merci. L’ultima richiesta riguarda, invece, la convocazione di “un tavolo istituzionale dedicato con Ministero, Regione Veneto, Gruppo FS, Comune di Padova, Camera di Commercio di Padova e rappresentanze economiche del territorio, finalizzato alla condivisione dello stato di avanzamento dell'opera e all'individuazione di ogni soluzione utile ad accelerarne l'attuazione”. «Scelta strategica» «Siamo convinti che il completamento dell'alta velocità fino a Padova e la realizzazione della nuova stazione non costituiscano una richiesta di interesse locale, ma una scelta strategica nell'interesse dell'intero Paese – hanno precisato nella lettera il sindaco e il presidente della Camera di commercio –. La capacità competitiva del Nord-Est, la crescita sostenibile del sistema produttivo italiano e il rafforzamento delle connessioni europee dipendono anche dalla tempestiva realizzazione di queste opere». «L'eventualità che l'Alta Velocità raggiunga Padova con un significativo ritardo rispetto agli altri lotti in corso di realizzazione risulterebbe difficilmente compatibile con le esigenze di competitività del sistema economico veneto e nazionale, oltre che con gli obiettivi europei di trasferimento modale e decarbonizzazione dei trasporti – hanno concluso Giordani e Santocono - Confidiamo pertanto in un autorevole e concreto intervento volto ad assicurare la piena attuazione del progetto e la massima accelerazione delle attività progettuali e realizzative riguardanti il nodo ferroviario di Padova».








