PADOVA - Sbloccare il futuro della stazione senza rischiare di rimanere ostaggi dell'Alta Velocità. Se mai passerà. Con questa mission il sindaco Sergio Giordani è partito ieri per Milano dove ha incontrato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, riuscendo a tornare a casa con una stretta di mano e una promessa: trovare circa 100 milioni di euro per realizzare opere e strutture utili al potenziamento della stazione, a prescindere dal passaggio dell'alta velocità e dalle eventuali prossime infrastrutture legate a quel progetto. Un faccia a faccia definito da Giordani «cordiale e fattivo». L'alba di quello che però potrebbe segnare una svolta storica per la viabilità cittadina, per l'area della stazione e per l'Arcella.
«Svincolarsi da Vicenza» Il nodo politico e tecnico è chiaro: mentre l'alta velocità a Vicenza procede tra incertezze e rallentamenti (ma procede), Padova è ancora al palo e non vuole più aspettare. L'idea di Giordani, accolta comunque favorevolmente dal ministro Salvini, è quella di "spacchettare" il masterplan della stazione. L'obiettivo sarebbe quindi quello di anticipare i lavori non strettamente legati ai binari, quelli destinati a cambiare il volto urbanistico dell'area ferroviaria, rendendolo un hub moderno. Per partire servono però almeno 98 milioni di euro. Il progetto, attualmente in fase di fattibilità tecnico-economica, può partire solo se sul piatto ci sarà quella cifra. Non si parla solo di treni, ma di una vera e propria ricucitura urbana tra il centro e il quadrante nord, che andrebbe dall'Arcella fino all'ex Ifip e al confine con il Pp1. I pilastri del progetto Si parte dal nuovo "Gate" all'Arcella. Dove oggi sorge la palazzina della polizia locale in via Jacopo d'Avanzo verrà realizzato un nuovo ingresso monumentale e una passerella sopraelevata. Non sarà più quindi il retro della stazione, ma una facciata vera e propria. Poi il fiorea all'occhiello della passerella panoramica: il cuore del progetto è una struttura ciclopedonale di 150 metri di lunghezza e ben 20 di larghezza. Un ponte attrezzato che scavalcherà via d'Avanzo e i binari, permettendo l'accesso diretto alle banchine - quindi ai binari - e collegando in sicurezza i due lati della città con un percorso ciclopedonale e un nuovo punto di accesso verso il centro. L'approdo a est Un nuovo punto di accesso sorgerà subito a est dell'attuale edificio viaggiatori, migliorando i flussi di chi arriva dal centro e alleggerendo la pressione sul piazzale principale. Giordani ha portato a Salvini anche uno studio che stima in 18 milioni l'anno il numero di di passeggeri a cui Padova può ambire nell'immediato. «Un'opera che assicura vantaggi non solo alla città, ma alle stesse Ferrovie - ha ribadito il sindaco nell'ufficio milanese di Salvini -. Una stazione più accessibile significa una città più vivibile e, soprattutto, meno traffico automobilistico sulle arterie che oggi faticano a smaltire il carico di pendolari e turisti». Il ministro Salvini ha confermato quindi l'impegno a verificare rapidamente l'eventuale disponibilità dei fondi necessari. Nonostante la differenza di colore politico, il clima di collaborazione tra Palazzo Moroni e il Ministero sembra aver superato le distanze in nome del pragmatismo infrastrutturale. Per Padova, il "nuovo corso" della stazione rappresenterebbe la fine dell'isolamento storico dell'Arcella. Se il finanziamento dovesse arrivare in tempi brevi, la città potrebbe vedere l'avvio dei cantieri ben prima che l'alta velocità completi il suo travagliato percorso nel resto del Veneto.






