Ad ascoltare le parole del vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, il governo sta studiando una nuova grande infrastruttura che nei prossimi anni cambierà il volto del Paese, come e forse più del Ponte sullo Stretto. Se si trattasse realmente di una nuova linea ferroviaria ad Alta velocità sull’Adriatica, lo sarebbe: parleremmo di un’opera da 50 miliardi di euro. Invece, con ogni probabilità, si tratta solo della velocizzazione della linea attuale - per la quale lo scorso 30 giugno è stato nominato commissario Aldo Isi, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana - con investimenti ridotti a un decimo e con effetti non saranno gli stessi che in questo nuovo millennio ha avuto l’Alta velocità Milano-Salerno. I treni potranno viaggiare a una velocità massima di 200 chilometro orari, e non di 300. Insomma, non una vera Alta velocità, che resterebbe solo la Milano-Salerno (anche la Bari-Napoli, in realtà, quando sarà pronta sarà una linea ad Alta capacità).
Alta velocità sull’Adriatica, per Salvini «una priorità come l’Autosole». Ma è solo il potenziamento della linea attuale
il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: «Entro inizio 2027 le prime gare, i primi bandi». Ma è solo la velocizzazione della linea attuale. L’idea di Franceschini del 2020 di una nuova linea non più sul litorale ma all’interno














