Le scelte.05 agosto 2026 alle 00:26
Bruxelles.
Potrebbero non essere gli hub europei la panacea all’immigrazione irregolare. Per la Commissione Ue ci sono altri strumenti più efficaci per contrastare e prevenire gli arrivi, a cominciare dalla possibilità di svolgere le procedure di asilo al di fuori dell’Unione europea, in un Paese terzo sicuro. Nella riunione straordinaria dei 27 ministri dell’Interno, il tema degli hub europei di rimpatrio è stato sì menzionato ma non è stato il tema centrale. Il progetto a cui sei Paesi stanno lavorando (Olanda, Danimarca, Germania, Grecia, Austria e Italia) è “legittimo”, riferisce il commissario Ue alla Migrazione Magnus Brunner. Tuttavia, si tratta di un’iniziativa di un gruppo ristretto di Paesi con ancora molte incognite. C’è da capire la struttura operativa che tali centri potranno avere, oltre al nodo degli accordi da stipulare con i Paesi ospitati. Più facile, forse, sfruttare il nuovo concetto di Paese terzo sicuro, ovvero quei Paesi alle frontiere dell’Ue che potrebbero già garantire di per sé una protezione umanitaria ai richiedenti asilo, impedendo loro di fatto di raggiungere l’Ue. Diverso è il caso, invece, della lista dei paesi terzi di origine sicuri (Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco, Tunisia più i Paesi candidati Ue) che consente una procedura accelerata delle domande.













