Il centro per migranti di Gjader, in Albania, sorto in virtù dell’accordo Roma-TiranaRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 4 agosto 2026 – La lista circola dalla primavera scorsa, rimbalza da una scrivania all’altra dei membri Ue e che ora dopo il caso Ceuta e la spinta della premier Giorgia Meloni diventa una possibilità concreta per istituire hub di migranti in Africa e in altri Paesi extra Ue.

Il Consiglio europeo sui migranti

L’emergenza su vari confini d’Europa ha impresso un’accelerazione verso una soluzione. Necessaria perché le ondate migratorie spontanee o pilotate dietro le quinte nella turbolenza internazionale sono una realtà in ebollizione. Il progetto, di cui si parla oggi al Consiglio europeo in videocall nasce su iniziativa della strana coppia che sull’immigrazione batte pari composta dalla premier Giorgia Meloni e dalla prima ministra socialista danese Mette Frederiksen, che insieme hanno firmato una lettera–proposta sulla crisi migratoria firmata da altri 22 Paesi Ue.

Gli hub extra Ue

Il piano è fissato sulle fondamenta del centro istituito dall’Italia in Albania, ma frenato dagli interventi giudiziari italiani (poi c’è la sentenza Ue a settembre). Nella lista preliminare dei candidati agli hub ci sono Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda, Etiopia, Ruanda Uzbekistan, Armenia, Montenegro. I tecnici del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che oggi partecipa alla reunion con i colleghi europei, sono al lavoro da tempo per elaborare una proposta credibile. Nulla è più come prima, se pensiamo che l’Europa cinque anni fa accolse con fastidio la prima idea degli hub all’estero lanciata da Matteo Salvini.