Proseguono le indagini sul caso di madre e figlia morte avvelenate dalla ricina a Pietracatella, in Molise. Gli specialisti del Robert Koch Institut di Berlino hanno avviato le analisi dei 131 campioni prelevati durante il sopralluogo a fine luglio nell’abitazione della famiglia Di Vita. Tra i reperti ci sono tamponi, patch e trappole chimiche.
Le analisi sui reperti del sopralluogo
Cosa sono le trappole chimiche
Il sopralluogo del 30 luglio
Le analisi sui reperti del sopralluogoAll’istituto Robert Koch di Berlino sono arrivati i campioni prelevati durante il sopralluogo del 30 luglio in via Risorgimento, nell’abitazione in cui vivevano Antonella Di Ielso, la figlia Sara Di Vita, l’altra figlia Alice e il marito Gianni.Come riporta il giornale Primo Piano Molise, saranno esaminati 131 campioni tra tamponi, patch e “trappole chimiche”, insieme a circa 70 reperti alimentari già sequestrati subito dopo i decessi delle due donne.ANSAPer gli esiti ci vorrà del tempo e la Procura continua a invitare alla prudenza.L’obiettivo degli specialisti di Berlino è quello di individuare eventuali tracce di ricina e ricostruire le modalità di contaminazione.Cosa sono le trappole chimicheLe cosiddette trappole chimiche sono dei composti che vengono utilizzati per rivelare una certa molecola.








