Non una storia di spionaggio industriale, ma una catena di pasticci commessi dalla stessa Apple. È questa la ricostruzione con cui OpenAI prova a smontare la causa avviata da Cupertino contro alcuni ex dipendenti accusati di aver portato con sé informazioni riservate.

Secondo la società di Sam Altman, la vicenda sarebbe nata almeno in parte da una gestione approssimativa degli account iCloud e degli accessi interni, rimasti disponibili anche dopo l’uscita dei dipendenti. A questo si aggiungerebbe un avvio della controversia legale altrettanto confuso, con una comunicazione inviata alla persona sbagliata e il riferimento a una telefonata mai avvenuta.

Gli accessi lasciati aperti da Apple

Il punto principale della difesa riguarda Chang Liu, ex ingegnere Apple passato a OpenAI. Cupertino sostiene che abbia continuato ad accedere a informazioni riservate dopo aver lasciato l’azienda.

OpenAI ribatte che Liu non avrebbe aggirato clandestinamente i sistemi di sicurezza: sarebbe stata Apple a non revocare completamente gli accessi. È lo stesso problema emerso nell’inchiesta sulla gestione degli account iCloud degli ex dipendenti, che in alcuni casi avrebbe lasciato documenti aziendali sincronizzati sui loro account personali.