L’esperienza di chi conosce bene il calcio del sud e le dinamiche della serie C induce alla prudenza. Massimiliano Tangorra osserva il nuovo Bari da una prospettiva privilegiata. Da ex biancorosso, ma anche da allenatore che ha vissuto realtà importanti come Foggia, Monopoli e Barletta: «Il girone C non può considerarsi una mezza serie B, perché la maggior parte delle squadre vanta un passato nella categoria e in serie D. Faccio fatica ad annoverare potenziali sorprese tra formazioni tipo Barletta o Potenza. Squadre rispettabili che probabilmente potranno concorrere per un posto nei playoff. Per la vittoria finale vedo favorite Salernitana, Catania e Bari. Subito dopo Cosenza e Crotone. Queste realtà hanno l’obbligo di salire per il blasone della piazza e per il seguito delle loro tifoserie. Poi, è chiaro che se le proprietà continuano ad investire come fatto negli ultimi anni, sarà la conferma dell’intenzione di voler disputare una stagione al vertice».

Il Bari, intanto, sta costruendo il proprio organico seguendo una linea precisa. Per Tangorra, la differenza non la fanno i nomi altisonanti, quanto la capacità di scegliere calciatori perfettamente inseribili nel contesto tecnico e ambientale: «In questi tornei, i nomi non servono. Bisogna solo scegliere elementi di categoria. Con qualche eccezione, magari uno per reparto. Che, comunque, va scelto in base al contesto, alle capacità caratteriali ed il curriculum, valutando dove si è dimostrato il proprio valore in passato. Ovvero, piazze che richiedono qualità caratteriali superiori alla media per esprimerti dove c’è pressione ed è richiesto di vincere sempre. Nello spogliatoio, queste figure devono incidere per esperienza soprattutto nei momenti di difficoltà». L’ex centrocampista affronta anche il tema degli under, destinato inevitabilmente a riemergere nel corso della stagione: «Il Bari non ha nessun obbligo di impiegarne troppi. Qualcuno del Napoli ci sarà solo per valorizzare le risorse dei campani. Ma ciò accade da qualche anno a questa parte».