L’approdo di Massimo Rastelli sulla panchina del Bari (sarà presentato dopodomani mattina assieme al neo dg Marino) apre inevitabilmente una fase di valutazioni e approfondimenti su un tecnico chiamato a raccogliere una delle eredità più delicate degli ultimi anni in casa biancorossa. Reduce da un lungo periodo lontano dalle panchine, l’allenatore campano arriva con il compito di rilanciare un progetto che, dopo la retrocessione in serie C, ha bisogno di ritrovare credibilità. Ad offrire una testimonianza diretta sul «metodo Rastelli» è Luca Ceppitelli. Il difensore, cento presenze e undici gol col Bari dal 2011 al 2014, ha infatti condiviso con il tecnico gli anni dell’esperienza al Cagliari, vivendo in prima persona il biennio più significativo della gestione dell’allenatore campano. Dalla promozione in serie A conquistata nel campionato 2015/16 fino alla successiva salvezza nella massima serie, Ceppitelli è stato uno degli interpreti di una squadra che seppe coniugare solidità, organizzazione e continuità di rendimento. Caratteristiche che hanno rappresentato il marchio di fabbrica del Cagliari targato Rastelli.
Ceppitelli, lei ha condiviso con Rastelli il periodo più importante della sua carriera al Cagliari. Qual è il primo tratto distintivo che le viene in mente?







