Lunedì 06 Luglio 2026 | 14:31

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davide lattanzi

Lunedì 06 Luglio 2026, 13:47

Una scelta fuori da ogni previsione. Una decisione talmente inaspettata da creare ulteriori dubbi e malcontento in una piazza già in preda a dolore, sconforto e apatia. Pierpaolo Marino ha cominciato la sua avventura a Bari con un segno ben preciso: l’allenatore era il primo tassello da porre prima che ogni profilo appetibile si accasasse. Ebbene, il dirigente avellinese ha puntato su Massimo Rastelli, fermo da quasi tre anni e reduce da stagioni grame dopo il felice periodo trascorso tra Avellino (condotto dalla C alla semifinale playoff per la A) e Cagliari (una promozione in A seguita da una brillante salvezza). Non ha scelto il vincente per eccellenza nella categoria (Toscano) e nemmeno pescato dal parco degli emergenti (i vari Bocchetti, Coppitelli, Andreoletti), non è andato sul profilo quotato anche in B e non ha ceduto al fascino dei potenziali sentimenti ripescando l’ultimo tecnico che qui ha vinto (Mignani) e potesse evocare la rimanenza di qualche piacevole ricordo seguito da una serie infinita di umiliazioni.