Un'altra settimana è volata via e il Bari è ancora in attesa di essere «rifondato». Il club biancorosso ha incassato la lettera di disponibilità del sindaco Vito Leccese all'uso dello stadio San Nicola superando l'ultimo ostacolo all'iscrizione per la stagione 2026/27. Quindi, ha visto scomparire ogni possibilità di ripescaggio in serie B: le venti compagini cadette hanno adempiuto regolarmente gli oneri per partecipare al campionato. Si riparte dalla serie C, dunque. Una dimensione terribile. Eppure, c'è un solo modo per rialzarsi: avviare una programmazione mirata all'immediata risalita, senza tentennamenti.

Il direttore generale Pasquale Marino è già operativo, pur non avendo ancora firmato il contratto con la società pugliese: l'ufficialità del suo ingaggio, tuttavia, avverrà nelle prossime ore. Nel frattempo, il navigato dirigente è all'opera per colmare subito le lacune sull'area tecnica scegliendo direttore sportivo e allenatore. Per l'area mercato, sono sempre più fredde le ipotesi che conducono a Davide Vaira (ex Pisa) e Mauro Meluso (ex Lecce e Napoli). Attenzione, invece, a Francesco Montervino, profilo giovane (48 anni), ma già con alcune esperienze in C, legate al Taranto, sua città d'origine. Un profilo fondato: basti pensare che è stato il capitano del Napoli in grado di centrare il doppio salto dalla C alla A, all'alba dell'era De Laurentiis, proprio con Marino al timone del club. Un rapporto consolidato che si unisce alla fame di emergere: non è un mistero che il dg voglia uomini da «corsa», pronti a mordere la categoria senza fronzoli. In tale direzione si orienta anche la caccia al tecnico: Raffaele Biancolino (reduce dall'esperienza all'Avellino) e Salvatore Aronica (ancora legato al Trapani da cui potrebbe svincolarsi) sono soltanto le prime idee di un casting più ampio. Ora, però, bisognerà stringere il cerchio. Per fare in modo che una piazza umiliata non soffra più.