Il Bari al bivio decisivo. L’incontro tra il presidente Luigi De Laurentiis con il sindaco Vito Leccese, il «caso» Juve Stabia alle battute finali, la «caccia» al nuovo direttore generale che dovrà partorire un verdetto a stretto giro. I biancorossi, insomma, provano a rimettersi in piedi dopo la terribile retrocessione dello scorso 22 maggio, in seguito al doppio pareggio con il Sudtirol, meglio piazzato in classifica. Ma i nodi da sciogliere davvero non mancano.
Tre vie con il sindaco Il confronto tra l’amministratore unico dei Galletti e il primo cittadino non è più procrastinabile. In ballo, c’è innanzitutto la questione dello stadio San Nicola: Leccese sarà disponibile a firmare la lettera di disponibilità all’uso dell’impianto soltanto in presenza di determinate garanzie sul presente e sul futuro. De Laurentiis dovrà in qualche modo assicurare il rilancio di un club reduce da tre anni poco dignitosi. La proprietà, dunque, dovrà chiarire se è pronta a incaricarsi in prima persona di tale operazione, assicurando investimenti più cospicui e una gestione più forte. L’alternativa sarebbe dimostrare di aver intrapreso un concreto percorso mirato alla vendita del club. Se con potenziali acquirenti già in contatto con i De Laurentiis (erano avviati i contatti con un investitore americano, pronto a entrare in quota societaria almeno al 30%, poi la caduta in C ha rimescolato le carte) o con nuovi soggetti interessati. In tal caso, il sindaco vorrebbe chiaramente sapere su quali basi finanziarie si potrebbe impostare un eventuale dialogo. Insomma, la chiarezza di intenti sarà determinante. In caso di fumata bianca, la firma sull’utilizzo dello stadio arriverà e potrebbe essere sufficiente ai fini dell’iscrizione, i cui termini scadranno perentoriamente il 16 giugno. Nel frattempo, la commissione giudicatrice proseguirà l’analisi dell’offerta avanzata dalla Ssc Bari, unica partecipante al bando per la concessione quinquennale del San Nicola. Se il verdetto non dovesse arrivare prima del 16, è possibile che si proceda con una formula analoga a quella già adottata per i concerti: ovvero, con un comodato d’uso che presupporrebbe il pagamento di un canone per il singolo incontro, con cifre già presenti nel piano economico finanziario che sorregge la gara.









