Pace e bene, la «gufata», metodo antisportivo e odioso per provare a recuperare terreno e categoria, non ha dato esiti. Meglio così, in fondo. La Juve Stabia ha tagliato il traguardo, salvandosi in calcio d’angolo dopo aver disputato un campionato brillante, loro sì, e aver sfiorato la Serie A nonostante la sportivamente drammatica situazione societaria.
È infatti Alfredo Guerri il nuovo proprietario del club campano: ieri mattina è arrivato l’ok del tribunale di Napoli che ha giudicato valida la manifestazione di interesse presentata dall’imprenditore titolare del gruppo Guerri (titolare della Domus Srl) al termine dell’udienza convocata per valutare le garanzie presentate per ricapitalizzare la società.
Nel corso dell’udienza, Guerri ha presentato al Tribunale una proposta vincolante finalizzata a dare attuazione all’operazione di ricapitalizzazione deliberata il 1° giugno 2026 dagli amministratori giudiziari, Salvatore Scarpa e Mario Ferrara.
«L’iniziativa - si sottolinea in una nota ufficiale della Juve Stabia - rappresenta un passaggio cruciale per garantire la continuità aziendale e il pieno rispetto degli adempimenti previsti. La S.S. Juve Stabia 1907 ringrazia la dottoressa Nunzia Brancati, il questore Riccardo Buonomo e tutti coloro che hanno operato con dedizione e competenza per salvare il club gialloblù e assicurarne la continuità». A Guerri gli auguri del sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza. «Rivolgo ad Alfredo Guerri, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità stabiese, i migliori auguri per il nuovo impegno alla guida della Juve Stabia. La nostra squadra rappresenta un patrimonio di grande valore sportivo e sociale per la città, un simbolo di appartenenza e identità che unisce generazioni di tifosi. La stagione appena conclusa ha dimostrato la forza e il valore del club, capace di disputare un campionato di alto livello e di raggiungere risultati importanti nonostante le difficoltà affrontate lungo il percorso. Auspichiamo che questa nuova fase possa assicurare continuità, solidità e prospettive di crescita, nel rispetto della storia delle Vespe e delle aspettative dei tifosi». Un’unione di intenti evidente, un territorio che si è stretto attorno alla squadra e al club mostrando cosa significhi «identità». Quella che manca dalle nostre parti ormai da tempo.









