A quale modello di sviluppo turistico ed economico intende davvero aspirare Agrigento? È attorno a questo nodo essenziale che si consuma il duro scontro sul Mia Garden. L'ordinanza del Tribunale di Agrigento, imponendo lo spegnimento degli impianti musicali entro l'una di notte a seguito del ricorso presentato da un gruppo di residenti, ha di fatto assestato un colpo durissimo a uno dei poli d'intrattenimento più rilevanti dell'intera Sicilia. Una decisione che ridimensiona drasticamente l'operatività del locale, abituato a far ballare migliaia di giovani fino alle tre del mattino, e che riapre l'annoso dibattito sulla convivenza tra riposo residenziale e intrattenimento serale.

Nel corso di un'affollata conferenza stampa, i titolari del locale, Salvo La Porta e Salvatore Falzone, hanno manifestato una profonda amarezza, ribadendo con fermezza la piena regolarità del proprio operato e preannunciando una battaglia legale per tutelare l'ingente investimento privato profuso.

«La nostra discoteca – ha evidenziato con forza Salvo La Porta – non è nata abusivamente né dall'oggi al domani. Abbiamo presentato un progetto dettagliato, ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e la licenza di pubblico spettacolo dopo il via libera di Comune, Questura, Vigili del Fuoco, Asp, Arpa e di tutti gli altri enti competenti. Abbiamo rispettato scrupolosamente ogni regola e oggi ci ritroviamo nell'impossibilità di proseguire il nostro lavoro come programmato».