di
Federico Berni e Rosanna Scardi
Un amico: «Con Ange condividevo la passione per la batteria e, ai tempi del liceo, la sera suonavamo nella sua casa a Seregno»
«Il volo sarebbe dovuto durare un’ora e mezza, ma erano quattro ore che non avevo sue notizie; sabato verso mezzanotte ho capito sul web il perché. Ma solo alle 5 di domenica mattina è arrivata l’ufficialità che Lorenzo era tra le vittime». A parlare è Stefania Barbato, di Inverigo (Como), fidanzata di Lorenzo Angelucci, 24 anni, morto nel disastro aereo in Perù insieme all’amico coetaneo Matteo Gianturco.
Lorenzo e Stefania stavano insieme da sette anni e si conoscevano da otto, ovvero dalla terza superiore. Il loro amore era nato sui banchi di scuola, al liceo Don Gnocchi di Carate Brianza. «Ci eravamo visti — racconta Stefania — giovedì, alle 15.30, il giorno della partenza. Ero passata a salutarlo dopo il tirocinio a Milano. Venerdì, alle 17, l’ultimo messaggio ricevuto: una foto in barca. Ero serena, sapevo che si stava divertendo». Stefania, laureata in Biologia, ricorda il fidanzato come «una brava persona, avevamo studiato insieme per l’ultimo suo esame prima della laurea, era appassionato di Porsche e gli piaceva suonare la batteria».












