Monza, 3 agosto 2026 – Il giorno dopo quella che è una tragedia indescrivibile resta il dolore e lo shock tra parenti, amici e conoscenti delle vittime. "Avevano dei valori forti, giusti, non erano persone qualunque. Ma soprattutto tutto ciò arrivava dalle loro famiglie: io li vedevo, cenavamo insieme, festeggiavamo il Natale. Quello che è successo non torna".
È un fiume in piena Alessandro Checchinato, 24 anni, amico stretto di Lorenzo Angelucci e Matteo Gianturco, due dei giovani brianzoli rimasti vittime del drammatico incidente aereo in Perù con i loro genitori Elena Sala, Massimo Angelucci Paolo Gianturco e Cristina Maria Bianco, oltre che Pietro Gianturco, 18 anni e figlio più piccolo di una delle delle due coppie.
La rabbia dell’amico
Un legame nato dieci anni fa tra i banchi di scuola a Carate Brianza e mai spezzato, fatto di viaggi, serate e sogni condivisi. "Ange e Giantu, come li chiamavamo noi, erano tra le persone più simpatiche, divertenti e complici che conoscessi", racconta all'ANSA Alessandro, ricordando la forza di un gruppo di dieci amici rimasti indivisibili nel tempo.
"Tra Lorenzo e Matteo c'era un rapporto fraterno, si sostenevano e si punzecchiavano. Matteo era più burlone e di una sensibilità straordinaria verso gli amici, Lorenzo aveva un'ironia unica: gli bastavano tre parole per regalare una serata di successo. A soli vent'anni sognavano il futuro, la passione per le auto, la promessa che il primo diventato ricco avrebbe comprato la Porsche a tutti gli altri". Paolo Gianturco e la moglie Cristina Maria Bianco














