Nessuno ne parla, ma per ragioni opposte. Il Pd non lo fa per l’evidente imbarazzo, i 5 stelle – nonostante l’impegno a livello locale per apportare alcune modifiche – perché non condividono il testo. Come potrebbero, entrambi i partiti, criticare il Piano faunistico-venatorio della Toscana, dal momento che ricalca lo spirito e – in parte – i contenuti della legge “sparatutto” che loro stessi stanno contrastando in Parlamento? Impossibile. E pure la destra e il centrodestra se ne stanno in silenzio. Il motivo è che hanno poco da criticare: ciò che ha fatto Eugenio Giani, per loro, di fatto, va bene.
La Regione Toscana ha approvato il Piano faunistico-venatorio, con l’obiettivo di dare ordine alla normativa e alle infinite deroghe che si susseguivano dal 2015. Lo ha fatto coi voti favorevoli di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Casa Riformista (cioè, Matteo Renzi) e i voti contrari di Alleanza Verdi-Sinistra – che ha duramente osteggiato il provvedimento – e di tutto il centrodestra. Con, attenzione, dei “però”: diversi emendamenti di Fratelli d’Italia sono stati approvati dal centrosinistra, in particolare quelli che, nell’elaborazione delle norme di protezione della fauna selvatica, mettono i cacciatori e il mondo agricolo sullo stesso piano delle realtà ambientaliste.










