La domanda non è quanti progetti siano stati annunciati, finanziati, appaltati o dichiarati in corso. La domanda è molto più semplice: quanti pagamenti risultano registrati? È da qui che bisogna partire per capire chi, in Calabria, sia riuscito a trasformare i fondi del Pnrr in pagamenti contabilizzati e chi abbia ancora la parte maggiore delle risorse ferma fra procedure, stati di avanzamento, forniture e rendicontazioni. Il dossier parlamentare diffuso a fine luglio fotografa lo stato amministrativo dei progetti. Dice se ReGiS li classifica come conclusi o in corso e calcola quanto valgono. Non misura, però, la capacità di pagamento delle singole amministrazioni. Anche il 15,6% attribuito alla Calabria nel monitoraggio parlamentare va letto correttamente: non è la percentuale di denaro speso. È la quota del finanziamento associata ai progetti che ReGiS classifica come conclusi. Per sapere chi stia spendendo occorre aprire un altro archivio, quello dei pagamenti, e seguire i singoli CUP.

Calabria7 ha seguito un’altra strada. Ha isolato i progetti nei quali i Comuni di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, Corigliano-Rossano e Lamezia Terme risultano direttamente soggetti attuatori. Poi ha confrontato il finanziamento Pnrr con i pagamenti Pnrr registrati nel sistema al 31 marzo 2026. Non tutti i lavori presenti in una città, quindi, ma quelli di cui il municipio porta direttamente la responsabilità amministrativa. Il risultato è una mappa molto diversa da quella costruita sul numero dei progetti. I sette Comuni gestiscono complessivamente 302.216.324 euro. I pagamenti registrati ammontano a 102.369.635 euro. Al 31 marzo, dunque, altri 199.846.688 euro non risultavano ancora trasformati in pagamenti Pnrr registrati. In media risulta erogato il 33,9%: poco più di un euro ogni tre assegnati.