Meno 30 e, come si prevedeva, l'approccio all'ultimo mese utile per concludere e rendicontare cantieri e progetti del Pnrr sarà una corsa contro il tempo in ogni regione. C'è chi sta meglio, il Nord, e chi recupera, il Sud, ma complessivamente, tra interventi conclusi e in corso, la quota di finanziamenti non impegnata dai soggetti attuatori è ovunque molto bassa. È un dato rilevante e contribuisce a spiegare, ad esempi, perché l'Italia è largamente in testa tra i Paesi Ue per l'assorbimento delle risorse del Next Generation Ue (all'appello manca solo la decima rata che sarà richiesta entro settembre e per la quale sono già stati rendicontati quasi tutti i 159 obiettivi previsti). Il nostro Paese, considerando l'erogazione della nona rata, ha raggiunto il 72,3% dei suoi traguardi e obiettivi (416 su 575) e ha incassato l'85,4% delle risorse previste (165,99 miliardi sui 194,4 miliardi totali). La media degli altri 26 Stati Ue si ferma al 57,9% dei traguardi e obiettivi previsti (3.281 su 5.671 complessivi) e al 68,7% delle risorse (262,5 miliardi sui 382,2 miliardi previsti). Lo si legge nel monitoraggio sul Pnrr realizzato dagli Uffici studi di Camera e Senato, aggiornato al 28 luglio e ricavato dalla piattaforma ReGis sulla quale sono postati i singoli interventi e il loro stato di attuazione.