Pubblicato il: 03/08/2026 – 15:11
CATANZARO Il dossier di monitoraggio parlamentare sul Pnrr, confermato dalla relazione semestrale della Corte dei conti, certifica quanto gli allarmi della UIL Calabria lanciati nel tempo fossero fondati: al 1° luglio 2026 la Calabria ha concluso solo il 15,6% dei progetti finanziati dal Piano, contro una media nazionale del 23,7%, con l’84,4% delle risorse ancora “in corso” a ridosso delle scadenze decisive di fine 2026. In termini assoluti, risultano ancora “in corso” interventi per oltre 5,2 miliardi di euro.
L’effetto degli investimenti Pnrr
Emerge subito un dato che sembra controintuitivo. Nonostante i numeri per nulla confortanti sulla capacità di spesa calabrese, la Calabria ha registrato la maggior crescita percentuale del proprio Pil rispetto al Paese e al Mezzogiorno. Il dato rilevato da Bankitalia non può, quindi, che essere letto come dovuto a una fragilità strutturale del sistema economico e produttivo calabrese a cui è “bastata” un’iniezione di risorse straordinarie pari circa 1 mld di euro – aggiuntive rispetto alla già consistente Programmazione Unitaria 21-27 – per ottenere risultati rilevanti, comunque non stabili. È l’effetto dell’importante moltiplicatore che gli investimenti targati Pnrr portano con sé, così come stimato da Bankitalia. Ciò porta a un’ulteriore riflessione: se la Calabria fosse stata in grado di raggiungere i livelli di spesa della media nazionale (23,7%), quanto maggiore e significativo sarebbe stato l’impatto per il sistema economico regionale?













