Ancora non sappiamo chi ha convinto quasi sessantamila marocchini, soprattutto giovani, a partire in massa per Ceuta, ma sappiamo che dall'exclave spagnola non si arriva nella zona Schengen senza passare da un controllo, che gli immigrati illegali non hanno alcun modo di entrare in Spagna da Ceuta, che la gran parte degli "invasori" è rientrata in Marocco e chi non è rientrato o spera di farlo, perché a Ceuta non si mangia neppure, oppure è morto annegato – quasi cento persone. Sappiamo anche che il panico generato da questa crisi è stato orchestrato da una campagna di strumentalizzazione che va dai Maga alla Russia e passa per i partiti di estrema destra europei – e che l'ignoranza ha fatto il resto, a cominciare dal fatto di invocare il Trattato di Schengen – la sua sospensione – per territori, come Ceuta, in cui Schengen non si applica.Il movimento Maga si è fatto riconoscere, come spesso accade, perché è ormai diviso in due tronconi: i Maga che sono contrari a qualsiasi intervento all'estero, a qualsiasi aiuto degli alleati e a qualsiasi contrasto degli avversari, e i Maga che invece sostengono Israele e (in parte) l'Ucraina e quindi l'interventismo americano. Questa faida sta creando danni al di fuori del mondo trumpiano, perché condiziona anche scelte più ampie di politica estera, ma crea cortocircuiti notevoli anche al suo interno. Il troncone Maga contrario a ogni intervento infatti ha detto di non "seguire lo sdegno falso di Fox News e del Partito repubblicano" sulla questione di Ceuta e ha pubblicato uno screenshot di un testo del Congresso in cui si dà il via libera al trasferimento dei territori spagnoli (le exclave di Ceuta e Melilla) al Marocco.È stato il deputato Thomas Massie, repubblicano isolazionista che ha perso la battaglia contro Donald Trump alle primarie e da gennaio perderà il posto, a pubblicarlo dicendo di essere stato l'unico a non votare questo testo, e sottolineando: tutti gli altri lo hanno votato, "ma ora sono scioccati dall'invasione". In realtà anche Massie ha operato una manipolazione – certi elementi distintivi dei Maga resistono – perché lo screenshot fa riferimento al report di una commissione del Congresso e non alla legge di finanziamento del dipartimento di stato cui Massie ha votato contro e nella quale non c'è alcun riferimento alle exclave spagnole. Ma questo esempio è utile per capire la foga propagandistica che ha preso i movimenti sovranisti, mentre Fox diceva che Ceuta è nel nord della Spagna invece che nel nord dell'Africa e mezza Amministrazione Trump ripostava il segmento di Fox sulla presunta invasione nel "nord spagnolo" dicendo: ecco quel che succede quando al potere ci sono le élite liberal.L'immigrato dà alla testa, l'Europa "invasa" ancora di più, lo abbiamo già visto, scrive Anne Applebaum sull'Atlantic, quando il governo bielorusso "importava carichi di migranti dal medio oriente e li scaricava sul confine polacco" o quando, nel 2015, la distruzione della Siria operata dalla Russia alleata dell'allora regime di Assad portò all'arrivo in massa di rifugiati siriani soprattutto in Germania: "I post sui social con i migranti, alcuni amplificati dalla Russia che aveva distrutto la Siria, giocarono un ruolo preponderante nella campagna per la Brexit e nell'ascesa dell'estrema destra in Germania", scrive Applebaum. Che conclude: "Abbiamo scoperto che è più difficile fermare l'ondata di rabbia" di questi propagandisti "che fermare i migranti stessi".
L’immigrato "invasore" di Ceuta ha dato alla testa ai sovranisti, dai Maga agli europei fino alla Russia
La crisi dell'exclave spagnola diventa l'ennesima arma della propaganda sovranista. Tra fake news, geografia confusa e manipolazioni, da Trump ai partiti europei fino a Mosca si alimenta la narrazione dell'Europa assediata










