"Acca può rappresentare un modello d’azione strategico per affrontare in modo sistemico le piaghe dell’illegalità e del dumping sociale". E’ questo il ritornello che esce da palazzo Banci Buonamici al termine del terzo vertice in Provincia sulla vertenza aperta a Seano: dal 18 giugno scorso, picchetto a oltranza dei Sudd Cobas a difesa del futuro lavorativo delle 95 persone (per lo più di nazionalità pachistana) a rischio licenziamento dalla Acca srl di via Copernico, società di logistica che stocca nei capannoni i capi d’abbigliamento dei pronto moda cinesi. Di fatto da oltre un mese e mezzo imperversa una battaglia legale a colpi di carte bollate tra i legali in rappresentanza dell’imprenditoria cinese e il sindacato. Come noto, è slittata al 16 settembre l’udienza presso il tribunale del Riesame, a cui la procura si è rivolto in appello, a seguito della mancata convalida da parte del gip di Prato del sequestro preventivo disposto per far sì che i gestori del pronto moda cinese potessero rientrare in possesso delle merci.

"Evitato il rischio immediato della liquidazione giudiziale, come dichiarato dal rappresentante dell’azienda, la nostra priorità resta garantire il futuro lavorativo di 95 persone e combattere con fermezza ogni forma di illegalità e sfruttamento", la missione congiunta del presidente della Provincia, Simone Calamai, e dei sindaci di Prato e Carmignano, Matteo Biffoni ed Edoardo Prestanti. Oltre all’impegno "per ricollocare i lavoratori assicurando tutele contro lo sfruttamento". Una battaglia traducibile nella lotta al fenomeno diffuso nel distretto dell’"apri e chiude" e del "dumping sociale". "L’azienda – ribattono i Sudd Cobas – continua a negare l’evidenza, e cioè che il lavoro sta continuando sotto altre ragioni sociali e in altri magazzini, oltre che per le strade dei Macrolotti. Il lavoro continua senza diritti per gli operai. Ancora una volta, per scelta dell’azienda, non è stato possibile avviare nessuna trattativa per i 95 posti di lavoro – dice il sindacato – l’azienda si è limitata a comunicare il rinvio a settembre di ogni valutazione. Ma Acca è una società già morta perché è nata per morire piena di debiti per poi essere sostituita dalla prossima. E’ un sistema che va avanti da molti anni e che va spezzato".