Lavoratori pachistani della Acca di Seano ma anche quelli un tempo sfruttati da altre aziende ieri erano in piazza del Comune per manifestare, insieme ai Sudd Cobas, contro lo sgombero forzato di venerdì mattina. Ad aprire gli interventi un operaio che ha raccontato cosa era il lavoro prima di ottenere le 40 ore settimanali: "Con 12 ore al giorno non c’era neppure modo di stare con i propri figli", poi un’altro aiutato dall’interprete ha ricordato lo sgombero di venerdì: "Con quest’azione è stato dato il via libera allo sfruttamento". Dietro lo striscione anche tanti ex dipendenti della Gkn, il Comitato Viareggio non dimentica. In piazza anche l’ex candidata alla Regione di Toscana Rossa Antonella Bundu, come amministratori locali il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti e il vicesindaco Federico Migaldi e la sindaca di Vaiano Francesca Vivarelli, la consigliera regionale Marta Logli e altri volti della politica locale (Martina Cacciato, Marco Sapia, Chiara Bartalini con l’onorevole Andrea Quartini). In gioco c’è il lavoro di 95 addetti della Acca che col licenziamento perderanno ogni diritto e Luca Toscano dei Sudd Cobas vuole risposte concrete: "Lo sgombero di venerdì - ha detto - è servito solo a far uscire il 10% delle merci stoccate nel magazzino Acca. Non è possibile essere accusati di danneggiare le ditte perché quelle scatole chiuse sono solo un falso problema. Lo Stato ha scelto di stare dalla parte del più forte. Il diritto di sciopero non si tocca: mi autodenuncio perché negli ultimi cinque anni abbiamo organizzato scioperi, picchetti e in tantissime aziende (Toscano ha fatto elenco dettagliato, ndr) e mai è successa una cosa del genere. Il dritto di sciopero non si tocca, soprattutto in una città in cui i picchetti degli operai sono l’antidoto a contrastare un economia basata sullo sfruttamento e l’illegalita e sorretta dalle mafie. A Seano il picchetto continua ad oltranza. La città ha scelto da quale parte stare, le istituzioni dovrebbero fare altrettanto. Non abbiamo bisogno di equilibrismi ne di mediatori. La lotta allo sfruttamento e al chiudi e riapri dovrebbe essere la loro". "C’è un equivoco - ha detto il sindaco Prestanti - che si tende ad affermare dopo lo sgombero, che vi sia una legalità violata da un picchetto operaio. Chi tutela i lavoratori? Chi tutela la loro occupazione? Ci sono 95 persone, dalla mattina alla sera, gettate sulla strada. Non è stato il loro presidio a portarli in via Copernico, ma il loro licenziamento. Questa è la questione. L’invito è a riconvocare il “tavolo istituzionale”. Dopo il corteo i Sudd Cobas sono stati ricevuti dal sindaco Matteo Biffoni: è stato un incontro molto lungo, un dialogo ritrovato fra Sudd Cobas e Comune, con diversi punti condivisi, dove è stata ribadita l’importanza del tavolo e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il vicesindaco Diego Blasi si è impegnato a individuare gli strumenti per la prosecuzione del lavoro, anche se la Acca chiuderà.