Il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti ha inviato una richiesta ufficiale alla Prefettura per la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sulla vicenda della Acca di Seano. Prestanti chiede al prefetto Michela La Iacona di riunire il Comitato "alla luce degli ultimi fatti di cronaca avvenuti presso la Acca, dove è in corso una grave crisi aziendale che sta mettendo a repentaglio l’occupazione di molti lavoratori, ad ora senza apparenti esiti di risoluzione e in un contesto di crescente tensione". A sostegno della sua richiesta, il sindaco aggiunge: "Riteniamo che tale organismo possa rappresentare il giusto luogo di mediazione e composizione di tale conflitto, al fine di garantire la sicurezza delle persone e l’espletamento di procedure di negoziazione in ambito lavorativo e aziendale". Analoga richiesta del tavolo è stata presentata dagli avvocati Filippo Bacherini e Tiziano Veltri che seguono le imprese cinesi che hanno la merce bloccata nei magazzini della Acca. "Le merci bloccate - scrivono gli avvocati - sono capi di abbigliamento della collezione primavera/estate 2026, la cui consegna ai clienti finali è prevista contrattualmente entro e non oltre il 20 luglio 2026. Superata tale data, i capi - in quanto "merce moda" - non saranno più ritenuti commercialmente idonei dagli acquirenti, con perdita pressoché integrale del loro valore commerciale. Il perdurare del blocco sta determinando: un danno economico imminente e irreparabile per decine di imprese del distretto; la perdita definitiva della clientela e delle quote di mercato a vantaggio di concorrenti; una concreta e attuale minaccia all’ordine e alla sicurezza pubblica, per la presenza continuativa di manifestanti ai varchi, la tensione crescente e il rischio di escalation". I Sudd Cobas ribadiscono il diritto allo sciopero: "Se c’è sciopero in una fabbrica di bulloni, i bulloni non vengono prodotti. Se c’è sciopero in un’azienda di logistica e spedizioni, la merce resta ferma in magazzino. È semplice. Si chiama diritto di sciopero. Stiamo parlando di vestiti e non di medicine. Fuori dai servizi pubblici essenziali l’esercizio del diritto di sciopero in Italia è libero ed illimitato. E le istituzioni che fanno? Qualsiasi crisi industriale che cancella 100 posti di lavoro senza nemmeno una procedura di licenziamento vedrebbe un tavolo istituzionale convocato in automatico. Invece in questi giorni si parla troppo della merce bloccata dentro il magazzino Acca e troppo poco dei 100 operai che stanno perdendo posto di lavoro. Prefettura e istituzioni tutte non devono preoccuparsi della merce ferma in magazzino, ma dei 100 operai che stanno perdendo il lavoro per una scellerata operazione di chiudi-e-riapri". Un segnale dalla prefettura è arrivato al sindaco Prestanti. Riflettori sulle prossime ore.