Hanno scelto “Grand Ciel”, la pellicola dl 2025 di Akihiro Hata che parla di precarietà nel mondo del lavoro, e sono saliti, poco prima della proiezione, sul palco del Cinema sotto le stelle durante il premio Cipputi dedicato a queste tematiche, per denunciare una storia reale, “oltre lo schermo”. È il blitz del sindacato Adl Cobas andato in scena ieri sera in piazza Maggiore, per rendere visibile la vicenda dei circa 90 dipendenti in appalto nel magazzino di Parma gestito da Kamila che lavora per conto di Coop Alleanza 3.0, che promuoveva la serata e il film. L’azienda vuole automatizzare le attività logistiche trasferendole nel centro di Anzola Emilia, sempre gestito da Kamila, e questo mette a rischio 87 lavoratori, soprattutto di origine straniera, delle ditte in appalto di Parma.
«Ci troviamo davanti a 87 licenziamenti senza che sia stata costruita nessuna soluzione per chi avrebbe pagato il prezzo della riorganizzazione. Una decisione annunciata ai lavoratori soltanto sei settimane fa, quando ormai il magazzino era destinato a chiudere – hanno scandito ad alta voce -. Da allora sono stati giorni di scioperi, presidi, blocchi, incontri nelle sedi istituzionali. Settimane in cui i lavoratori hanno chiesto una cosa semplice: non essere trattati come materiale da scartare, una volta esaurita la loro funzione. Parliamo di quasi 90 persone, tutti con contratto a tempo indeterminato, tutti cittadini stranieri. Sappiamo quanto sia più facile rendere invisibile lo sfruttamento quando a subirlo sono persone razzializzate». Sul tema ci sono da tempo proteste a Parma e c’è stato anche un incontro in Regione, che però non ha portato i risultati sperati, perché c’è stata la proposta di ricollocamento per una trentina di lavoratori, di cui però una parte incerti e altri a Pavia. Il 21 giugno scorso i lavoratori per attirare l'attenzione sulla vicenda avevano bloccato l’Ipercoop di via Lame.










