Resta alta la tensione all’indomani dello sgombero del presidio di lavoratori e sindacati di fronte ai magazzini Acca di Seano, in provincia di Prato, eseguito in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto dalla procura.
Il sindacato Sudd Cobas, che aveva organizzato la protesta, ha convocato per domani, domenica 5 luglio, una manifestazione in piazza a Prato, con ritrovo alle 17, con lo slogan “Chi non vuole i picchetti vuole la schiavitù”.L’organizzazione ha lanciato un appello per difendere il diritto di sciopero, definendo lo sgombero “una decisione politica“.
L’operazione davanti allo stabilimento è avvenuta due giorni dopo la prima riunione del tavolo di confronto convocato dal presidente della Provincia, Simone Calamai, per agevolare un dialogo tra azienda e sindacati per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e favorirne la ricollocazione.
Lo scorso 20 giugno la società di logistica cinese aveva infatti annunciato la chiusura entro la fine dello stesso mese e il licenziamento di quasi 100 lavoratori, incontrando l’opposizione del sindacato che denunciava come la crisi aziendale fosse un alibi per coprire la volontà di spostare il lavoro “in altri magazzini dove gli operai sono ancora sfruttati e senza diritti“. Da allora, un crescendo di tensioni: il 23 giugno un operaio che stava partecipando alla protesta impedendo di caricare la merce destinata ai pronto moda, era stato investito. E la sera stessa circa 250 imprenditori avevano tentato di forzare il picchetto. Negli scontri erano rimasti feriti 5 poliziotti, con tre imprenditori arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La convocazione del tavolo di confronto era stata una risposta a questi episodi, che sembrava aver aperto la strada al dialogo tra le parti.











