Prato, 4 luglio 2026 – Non accenna a placarsi la tensione all'indomani dello sgombero del presidio di fronte ai magazzini Acca di Seano (Prato), eseguito dalle forze dell'ordine in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto dalla procura di Prato. Il sindacato Sudd Cobas, che aveva organizzato il presidio, ha convocato per domani, domenica 5 luglio, una manifestazione in piazza del Comune a Prato, con ritrovo alle 17, lanciando un appello alla cittadinanza, alle istituzioni, ai partiti e alle associazioni «per difendere il diritto di sciopero».

Lo slogan

Lo slogan scelto è: «Chi non vuole i picchetti vuole la schiavitù». Nel corso di una conferenza stampa oggi i rappresentanti del sindacato hanno definito lo sgombero «una decisione politica». «Quello che è successo ieri ha prodotto come risultato i festeggiamenti dei caporali e degli sfruttatori - ha raccontato Luca Toscano, esponente di Sudd Cobas -. È passato un messaggio pericoloso: lo Stato ha messo la sua faccia dalla parte sbagliata». Secondo Toscano, «da quattro anni non veniva sgomberato un picchetto dell'unico sindacato che si batte per i diritti e contro l'illegalità». Il sindacato ha ribadito le proprie accuse nei confronti di Acca, società della logistica attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria nell'ambito di un'inchiesta della procura europea e della Guardia di finanza per presunte frodi fiscali e doganali. «Non lo diciamo noi, lo dice la magistratura», ha sostenuto Toscano, riferendosi anche ai procedimenti per presunto caporalato che coinvolgono l'azienda. Sulla decisione della procura di indagare alcuni sindacalisti per violenza privata, Sudd Cobas contesta la qualificazione del reato, parlando di «violenza fatta senza minacce e senza contatto fisico».