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A Messina i vigili del fuoco continuano a scavare ininterrottamente dal pomeriggio di quel maledetto 3o luglio. Finché c'è speranza, seppur sempre più flebile, l'obiettivo è rintracciare la vita sotto quell'ammasso di polvere, ferraglia e detriti. Nella giornata di ieri è stato trovato il quarto cadavere (di Sara Leone, 75 anni, la più grande dei tre fratelli morti sotto le macerie del loro edificio in cui all’ultimo piano avevano realizzato le loro residenze) e all'appello mancano ancora Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, e del collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya.Tre giorni fa erano stati recuperati i corpi senza vita di Rosa Leone e della giovane Alessandra Frazzica che lavorava come commessa nel negozio cinese posto al piano inferiore. Il giorno precedente era stato estratto dalle macerie il cadavere dell’imprenditore Carmelo Leone, proprietario dell’immobile con le due sorelle.

Le testimonianze

Ma la giornata di ieri si è rivelata importante anche per le dichiarazioni rilasciate dagli avvocati Pietro Venuti e Fabrizio Donato, che curano gli interessi di Fenfen Yeng (conosciuta a Messina come Viola), secondo i quali la titolare del bazar avrebbe fatto presente che qualcosa non andasse. «Avevano sentito delle vibrazioni già da giorni, forse un mese, e avevano avvertito i proprietari. Si sono salvati perché ai primi scricchioli sono scappati. Con loro c'erano due-tre clienti che sono riusciti a fuggire subito perché erano vicini alla porta. La signora è distrutta per la perdita della loro dipendente, a cui era molto legata. Per miracolo non c'erano anche i figli, che erano fuori Messina. Hanno perso tutto. Sono pronti a essere sentiti dalle Autorità, per raccontare tutto quello che è accaduto nei giorni precedenti. Le vibrazioni erano costanti da giorni e la paura cresceva».