Le speranze di pace in Medio Oriente ieri hanno spinto al ribasso le quotazioni del petrolio scese sotto la soglia degli 80 dollari al barile. Ancora lo scorso fine settimana, però, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno visto aumentare il prezzo del gasolio e per questo sulla nostra rete di distribuzione sono scattati nuovi rialzi, mentre la benzina è rimasta sempre molto cara ma stabile. La fotografia scattata ieri mattina dall’Osservaprezzi del ministero delle Imprese ha fissato a quota 1,999 euro il prezzo medio della super venduta in modalità self, ai massimi da fine settembre 2023, mentre il prezzo del gasolio è arrivato vicino a 2,1 euro al litro (2,097 euro per la precisione contro i 2,080 del 31 luglio) erodendo buona parte del taglio di 17 centesimi delle accise entrato in vigore per 10 giorni il 28 luglio. Il guaio per il governo Un bel guaio per il governo che oggi in occasione dell’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva deve decidere se e come prorogare lo sconto sui carburanti. L’esecutivo, arrivati alla vigilia del grande esodo di Ferragosto, ha di fronte a sé una scelta praticamente obbligata, ma certamente anche molto onerosa: fino ad oggi, in fatti, ha già impegnato 2,1 miliardi di euro per arginare il caro-carburanti, 125 milioni solamente per l’ultimo intervento i cui effetti scadranno dopodomani. Ancora una volta ogni decisione, entità degli sconti e loro durata, è condizionata alle disponibilità di bilancio: il rinvio a oggi doveva servire ad avere contezza dell’extra-gettito Iva di luglio, i cui dati erano attesi tra ieri sera e stamani, ma è praticamente scontato che da solo non basterà a finanziare un nuovo provvedimento: spetterà al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti oggi o al più tardi giovedì, far quadrare i conti. Che serva un nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri o un più semplice decreto ministeriale del Mef, che a questo punto potrebbe pure arrivare dopodomani, è ancora tutto da decidere.
Caro-benzina, la nuova sfida del governo: servono 250 milioni per gli sconti
Oggi il dossier sul tavolo del Consiglio dei ministri, ma la decisione sulle accise potrebbe slittare








